Asse russo-tedesco, cambiano gli equilibri mondiali?

Putin e Obama

Il potere nell’Europa sta mutando, le varie alleanze stanno cambiando e le recenti parole di Vladimir Putin hanno fatto intendere ad un possibile asse russo-tedesco: “Vi è una crescente importanza nelle relazioni economiche russo-tedesche. La Germania, uno dei leader europei, è il nostro partner principale nel promuovere la pace e la sicurezza regionale e globale”.

La tesi è dell’economista francese Charles Gave che ha spiegato le sue idee nel sito della società di ricerca Gavekal Dragonomics.

Stiamo assistendo ad un cambiamento decisivo nel carattere politico dell’Eurasia. La storia ci dice che lunghe guerre hanno avuto la tendenza di essere combattute tra imperi marittimi e imperi continentali. Pensate ad Atene contro Sparta, Cartagine contro Roma o anche la Gran Bretagna contro la Francia napoleonica. L’ultima grande lotta fu tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica è si era conclusa a favore dell’ impero marittimo (Stati Uniti). Come risultato, dal 1989 abbiamo vissuto in un ordine gestito dai militari degli Stati Uniti. Ma ora sembra che il ruolo di poliziotto del mondo stia nuovamente cambiando.

Il motivo di tutto ciò è semplice: un gruppo di imperi continentali stanno iniziando a sfidare il monopolio internazionale che gli americani hanno esercitato negli ultimi 25 anni. Dai musulmani sunniti in tutto il Medio Oriente o in Asia orientale ad una Cina più sicura e assertiva che sta affermando il suo caso per la supremazia. Queste lotte hanno il potenziale per diventare grandi problemi regionali, ma quello che mi preoccupa di più è l’alleanza continentale emergente tra la Russia e la Germania.

Storicamente Parigi ha sempre avuto l’idea di allearsi con i russi, non perché li amava, ma per impedire alla Germania di fare lo stesso. Il problema è che la Francia non ha nulla da offrire alla Russia (salvo alcune case per le vacanze e posti barca per i magnati sulla sua costa mediterranea).

Questo lascia il Regno Unito come unico scudo contro un’alleanza a est, anche se loro sembrano indirizzati su un percorso per lasciare l’UE entro quattro anni. E come diceva Winston Churchill: “L’Inghilterra non appartiene all’Europa, appartiene ai mari”.

Come è avvenuto a metà del 20° secolo, il Regno Unito è improbabile che entri in un impero continentale come membro minore e, quando la decisione dovrà essere presa, rimarrà alleata con l’impero marittimo guidato dagli Usa.

Nel vecchio sistema, l’Europa era una sorta di protettorato degli Stati Uniti. La sfida allo status quo però viene ora da oriente, dove Vladimir Putin ha il chiaro obiettivo di creare una nuova alleanza russo/tedesca il cui feudo si svolgerà attraverso l’Europa orientale. Se ci riesce, questa sarà una grave perdita per gli americani, soprattutto se il Regno Unito sarà rimosso come giocatore comunitario e tutto questo porterà grandi ripercussioni, non solo negli Stati Uniti.

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