Grexit: cosa potrebbe accadere venerdì?

Grecia crackSarà veramente venerdì la deadline finale per la Grecia? Una corsa contro il tempo per cercare un accordo, non facile, soprattutto perché venerdì è il giorno in cui chiudono i mercati e il weekend, con Borse e, soprattutto, banche chiuse, è il momento in cui, storicamente, si annunciano default, fallimenti, bancarotte.

Ma cosa potrebbe accadere nel caso in cui non si riesca a trovare una soluzione? In questo caso Atene dirà che la Grecia non intende rimborsare i suoi debiti e, di conseguenza, abbandonerà l’euro. A quel punto il governo greco instaurerà dei controlli per bloccare la fuga dei capitali all’estero. E farà spegnere i bancomat. Game Over.

Ritorno alla Dracma quindi, che però potrebbe avere conseguenze gravi e complesse. Stipendi e pensioni saranno pagati nella nuova moneta, ad un tasso di conversione con l’euro, stabilito dal governo. Tutti i debiti e le obbligazioni, entro i confini nazionali, saranno ridenominati in dracme quindi una montagna di soldi: le banche greche hanno in giro prestiti per 227 miliardi di euro. In più hanno in cassa 12 miliardi e mezzo di buoni del Tesoro che il governo non intende ripagare e 25-50 miliardi di obbligazioni private, sempre in euro. Tutti questi crediti, in euro, adesso sono in dracme.

In molti hanno già  svuotato il loro conto in banca o portato conti all’estero. Solo a dicembre sono usciti 4,6 miliardi di euro dai depositi nelle banche greche. Da lunedì, comunque (se quello è lo scenario), i greci cominceranno la loro nuova vita senza euro e con le dracme. I debiti delle stesse banche verso l’estero invece resteranno in euro.

Per quanto riguarda le importazioni poi, in pochi saranno disposti a vendere ai greci, finché non si sarà capito quanto valgono le dracme. La Banca centrale dovrà intervenire a colmare il buco, probabilmente vendendo l’oro delle riserve.
Gli stipendi e le pensioni in dracme saranno rapidamente svuotati di valore reale. Un dramma potrebbe essere alle porte. anche perché la Grecia non ha un robusto portafoglio di esportazioni, ha solo il turismo, l’olio e lo yogurt.

Ma esistono altre soluzioni? Forse un accordo all’ultimo minuto? Il rispetto delle regole imposto da Bruxelles sembra essere una questione di principio, altri paesi, come il Portogallo o l’Irlanda, hanno rispettato quelle regole. Tuttavia, non è impossibile pensare ad un accordo che ribadisca le regole, ma impegni anche le parti a cambiarle al più presto.

Oppure forse si potrebbe, al momento, lasciare tutto com’è e rimandare un eventuale Grexit. Più di un economista infatti ha proposto che la Grecia, di fronte al ritiro dei crediti europei e alla carenza di euro, si crei liquidità, senza uscire dalla moneta unica, ma emettendo una sorta di moneta parallela, da utilizzare per pensioni, stipendi pubblici e ricapitalizzazione delle banche. Vedremo, intanto venerdì è alle porte.

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