Amore online: Il 60% delle dating app nascondono virus

Online Dating 2Il 60% dei servizi di dating online conterrebbe all’interno virus o malware con un obiettivo ben chiaro: accaparrare più informazioni possibili su di noi, anche le più private e sensibili.
Un report appena rilasciato da Ibm, azienda leader nel settore hi-tech, ha svelato questa notizia mettendo quindi in preallarme le molto persone che spendono ore e giorni a selezionare il possibile partner su Internet.

In esame sono state prese 41 applicazioni per Android scaricabili su Google Play Store (senza nemmeno svelarne i nomi) e, ovviamente, il bacino di persone e di strumenti che inglobano è ampissimo e nessuno esente dai pericoli.
Tra i rischi vi è il cross-site scripting (XSS), grazie a cui il malintenzionato digitale può sfruttare l’app per  intercettare cookie e altre informazioni attraverso una connessione wi-fi o un rogue access point. Fino a irrompere nel dispositivo preso di mira.
Ma non solo questo. Infatti un altro potenziale rischio è la sovrascrittura da parte di un’altra applicazione, la possibilità di inserire file e dati infetti. Oppure una pessima crittografia consente di impossessarsi con facilità di informazioni personali. Infine il phishing in-app, una falsa schermata di login, che porta le credenziali d’accesso rubate e l’account violato.

La ricerca rilasciata da Ibm ha messo in luce come qualora venissimo “infettati” da un malware le conseguenze potrebbero non essere molto carine. Si va dall’uso del profilo personale, per cambiare le informazioni e rovinare la reputazione del malcapitato; al controllo della fotocamera per scattare foto proibite; e persino del microfono. Per non parlare dell’accesso a file, immagini e video gelosamente custoditi nello smartphone. Ancora peggio sul fronte Gps, grazie alle dettagliate informazioni di geolocalizzazione fornite. Usandole, il criminale riesce a tenere traccia dei movimenti della vittima, e conoscere la sua posizione corrente.

Insomma, non c’è da stare tranquilli, e allora come fare? Michelle Alvarez, autrice dell’analisi, suggerisce: “Non divulgare troppe informazioni personali (inclusi lavoro, profilo sui social media e data di nascita), usare una password diversa per ogni account, installare sempre gli ultimi aggiornamenti sia dell’app sia del device, controllare regolarmente le autorizzazioni concesse, fare una revisione di contatti e note conservate sullo smartphone, per eliminare ciò che non ti appartiene”.

Oppure, più semplicemente, uscire di casa e incontrare e parlare alle persone.

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