Internet ad un passo dal collasso

InternetAncora otto anni e l’aumento esponenziale del traffico Internet potrebbe provocare un vero e proprio collasso dell’intera rete. Sembra una barzelletta, visto che si è sempre pensato ad Internet come ad un qualcosa di infinito e illimitato, ma invece sembrerebbe che diversi scienziati, ingegneri, fisici e imprese di comunicazione, presenti ad un meeting presso la Royal Society di Londra, hanno lanciato un vero e proprio allarme.

Sotto accusa, se proprio si deve dare la colpa a qualcuno, sono finiti i portali che danno la possibilità di pubblicare video, spesso di dimensioni enormi, e che quindi hanno portato problemi al traffico dati. Inoltre, anche l’avvento sempre più consistente dei social network, avrebbe creato difficoltà. Dopo Facebook infatti, che risulta uno dei portali con maggior traffico, pare che questo sia raddoppiato e ha portato ad una situazione complessa che ora rischia di il collasso.

Ma perché si arriverebbe a questa situazione? Teoricamente il traffico comporta un accumulo sull’intera rete mondiale, essendo utilizzato, tra le altre cose, in quasi tutto il globo. Facebook inoltre è la piattaforma al primo posto per la condivisione di foto e video.

Se fino ad oggi siamo riusciti a mantenere il passo con l’aumento dei dati, grazie soprattutto agli ingegneri che hanno aumentato la velocità di 50 volte nel corso dell’ultimo decennio, basta paragonare il 2005, dove internet a banda larga aveva una velocità massima di 2 megabit al secondo, mentre oggi sono disponibili download di velocità di 100mb al secondo in varie parti del mondo, gli esperti avvertono però che ora la scienza sta per raggiungere il suo limite, e che le fibre ottiche non possono più contenere dati.

Un docente presso la Aston University di Birmingham, ha dichiarato: “Nel laboratorio stiamo iniziando a raggiungere il momento in cui non si potranno inserire ulteriori dati in una singola fibra ottica. L’intensità è la stessa di quella che si avrebbe stando direttamente davanti al sole. Siamo solo otto anni indietro rispetto al laboratorio, quindi è entro i prossimi otto anni che non riusciremo ad inserire più dati.”

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