The japanese bonsai that survived the atomic bomb

Bonsai 2Today is the 70th anniversary of the Hiroshima bombing, one of the most tragic events in human history. We all know what happened, but alongside the tragedy there’s a story that only few people know and for the Japanese is a remarkable moment.

I’m talking about a Bonsai. A 390 years old Bonsai.

The Japanese white pine was already notable as the oldest specimen in the bonsai collection at Washington, D.C.’s National Arboretum. Not only had the tree lived through almost four centuries, it had also lived through the atomic bomb in Hiroshima.

The story is very strange, but interesting. Originally located in a walled nursery belonging to Masaru Yamaki (that later on, in 1976, gave it to the Penjing Museum in Washington to celebrate the bicentenary of the Declaration of Independence of the United States), that was only less than two miles from Hiroshima. This distance, however, was just far enough away to shield it from the blast.
Jack Sustic, curator of the Bonsai and Penjing Museum, told that the tree must have been against a wall where it was shielded from the blast.

Interesting even the fact that in general, white pines, are expected to live around 200 years, meaning that this one has lived almost double its life-expectancy and so now the tree’s history will be honoured on the 70th anniversary of the Hiroshima bombing.


Ricorre oggi il 70o anniversario di una delle più grandi tragedie della storia umana. Si tratta della bomba atomica lanciata dagli Stati Uniti a Hiroshima, in Giappone, durante la Seconda Guerra Mondiale il 6 Agosto 1945.

Eppure nonostante l’immane tragedia, vi è qualcosa di straordinario che è riuscito a sopravvivere e che ancora oggi è in vita.
Si tratta di un antico bonsai che dal 1625, ha attraversato quattro secoli di storia del Giappone, fino a quando nel 1976 il suo ultimo proprietario Masaru Yamaki lo ha donato all’Arboretum’s National Bonsai and Penjing Museum di Washington, per celebrare il bicentenario della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti.

Il bonsai si trovava a meno di due miglia dall’epicentro della bomba atomica, ma nonostante questo é riuscito a sopravvivere. Il motivo sarebbe perché il muro del vivaio in cui si trovava allora, le fece da scudo.
La storia era rimasta per anni nascosta, fino a quando i nipoti di Yamaki nel 2001 visitarono il Penjing Museum per potere finalmente vedere il mitologico bonsai.

Ancora oggi, stranamente continua a rimanere in vita, pur avendo ormai quasi doppiato l’aspettativa di vita massima per questo tipo di piante, duecento anni.

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