North Korea is creating its own Time Zone

North Korea time 1That Kim Jong-un likes to be at the centre of attention is well known. Now he’s thinking to switch North Korea to a new time zone to mark its liberation from the Japanese at the end of World War Two.
Currently they are in the same time zone as South Korea and Japan, which are nine hours ahead of GMT.

This epic change will start on the 15 of August, when the time will see the clocks put back by 30 minutes.

But the news was not very appreciated by South Korea. In fact this could now cause some short-term inconvenience at the Kaesong industrial plant in North Korea, jointly run by the two Koreas and in addition to that, according to the Unification Ministry official Jeong Joon-Hee, “in the longer term, there may be some fallout for efforts to unify standards and reduce differences between the two sides”.

Actually the entire Korean peninsula was 8.5 hours ahead of GMT until Japan colonised it in 1910. But is also important to know that even if this particular story seems a bit weird, in reality there is no international body that approves a country’s change of time zone, as countries decide for themselves.
In 2011, Samoa changed its time zone to the other side of the international dateline, losing one day, so as to make communication easier with neighbours Australia and New Zealand.
Another example is Venezuela. In 2007 they decided to turn the clocks back by half an hour as President Hugo Chavez wanted to have a better distribution of the sunrise to residents.


Che Kim Jong-un sia un leader stravagante e che cerca sempre il centro dell’attenzione non è una grossa novità. L’ultima trovata è un fuso orario ad hoc per la Corea del Nord. Il dittatore ha infatti annunciato che dalla prossima settimana gli orologi verranno portati indietro di 30 minuti.

Da anni ormai, tra le Coree e il Giappone, l’orario è lo stesso, fin dal dominio giapponese sulla Corea allora unita, tra il 1910 e il 1945. Questo cambiamento risulterebbe qualcosa di unico, ma il motivo è semplice. L’agenzia ufficiale nordcoreana ha spiegato che l’istituzione dell’”ora di Pyongyang” servirà a sradicare proprio la memoria di quel passato coloniale e dei suoi “crimini imperdonabili”.

Sarà quindi il 15 agosto il giorno dell’entrata in vigore del nuovo sistema. Giornata scelta non a caso, infatti si tratta del 70esimo anniversario della liberazione della Corea da Tokyo, alla fine della seconda Guerra mondiale.

Bisogna però specificare una cosa importante. In realtà non esiste alcun organismo internazionale che approvi il cambiamento di fuso orario, e ogni Paese può decidere per sè.
Già è successo in passato con altri Paesi, ad esempio nel 2007, il Venezuela ha deciso di mandare i propri orologi indietro di mezz’ora perché il presidente Hugo Chavez voleva una “distribuzione più equa del sorgere del sole” per i residenti. Ma anche nel 2011 Samoa, per rendere le comunicazioni più semplici con l’Australia e la Nuova Zelanda.

Chi non è contenta di questa decisione è la Corea del Sud che ha espresso i propri timori, facendo sapere che è probabile che la decisione possa provocare disagi a quelle persone che vanno avanti e indietro alla zona industriale di Kaesong e soprattutto, a lungo termine, potrebbe causare problemi all’integrazione tra le due Coree.

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