Catalonia: crucial week for independence

CataloniaIn seven days the autonomous community will go for the vote.
Simple regional election will take place, but they could eventually turn out to be a crucial call for independence.
If the coalition, Junts pel Sí (Convergencia di Artur Mas, più Esquerra Republicana), will win, a long process towards independence will start and then in 18 months from now, a new state could become reality.

It has been many years now that Cataluna is trying to leave Spain and become independent.
In the last days Barcelona was invaded by millions of independents and few banks (national and non), like La Caixa e Banco Sabadell are now scared of a possible exit from EU and Euro: “Will be a situation that will cause lots of problems” the words of Aeb and Ceca, two association.
Same is the idea of other companies in the area: “Catalans, your vote is more important then the strong powers around it”.

From Madrid instead, they are looking for “help” from all over the world and after Obama‘s words, that is hoping for a “strong and united Spain”, according to Jaume Clotet, chief of the communication of the Catalan government, there only hope now is to ask something to the Pope.

In all this situation the European Commission has been quite clear about it: “If a region stops being part of a state member, all the treaties wont apply anymore to that territory”.


Tra sette giorni la comunità autonoma andrà al voto. Semplici elezioni regionali, trasformate però in un plebiscito per l’ indipendenza. Se la coalizione Junts pel Sí (Convergencia di Artur Mas, più Esquerra Republicana) dovesse ottenere la maggioranza dei seggi, si metterebbe in marcia il processo di indipendenza unilaterale, 18 mesi per costruire il nuovo Stato.

Un ulteriore passo in avanti quindi per una regione che da anni ormai cerca di staccarsi dalla Spagna.
Barcellona negli ultimi giorni è stata invasa da un milione di indipendentisti e addirittura sono state le banche a scendere in campo, comprese quelle catalane, come La Caixa e Banco Sabadell, spaventate da una possibile uscita dall’Ue e dall’euro: “Un situazione che crea gravi problemi – scrivono in un comunicato Aeb e Ceca, le due associazioni di categoria – obbligandoci a riconsiderare la nostra presenza in Catalogna”.
Della stessa idea sono le imprese, e anche le multinazionali, che operano nella regione, con il presidente della Generalitat Mas che ha affermato: “Catalani, il vostro voto vale di più dei poteri forti”.

Da Madrid invece stanno cercando “aiuti” o parole di “conforto” dall’estero e così dopo Obama che auspica una “Spagna forte e unita”, secondo il capo della comunicazione con l’ estero del governo catalano, Jaume Clotet, “gli resta solo da coinvolgere il Papa”.
Ma altre pressioni arrivano dall’ estero. La Commissione europea avverte: “Se una regione cessa di far parte di uno Stato membro, i trattati non si applicheranno più su quel territorio”, ha spiegato la portavoce Margaritas Schinas.

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