Global Warming: economic damage in 75% of the countries

Global warmingOne of the causes of the gap between rich and poor countries will be the rising temperatures. Every degree on our planet, harm the economy of three-quarters of the countries in the world. This is the result of a new study conducted by the universities of Stanford and Berkeley and then published on Nature.

If we go on like this, if we continue at this rate, by the end of the century the average income of the planet will fall by 23% compared to what would happen in a world without climate change.

The interesting part of this study showed that by comparing the economic data and the temperatures of more than 160 countries, between 1960 and 2010, the peak of productivity of human activity coincides with an average annual temperature of 13 degrees. But with a warmer planet, the researchers point out, countries are expected to become less productive.
Who will suffer the most damage will be Africa, Asia, South America and the Middle East, areas where the average temperature is already above the ideal one for the economy.
Interestingly instead, states like Russia, Mongolia and Canada, will approach the optimum temperature for economic productivity and could actually benefit from heating.

The researchers also pointed out what will be the solution to avoid getting in this situation. That of course is a much concerned attention about climate change and not just in words. In fact, in 2100, the cost of global warming could stop at 15% (instead of 23%).


 

 

Una delle cause dell’aumento del divario tra Paesi ricchi e poveri sarà l’aumento sulla colonnina del mercurio. Ogni grado in più sul nostro pianeta, danneggerà l’economia di tre quarti dei Paesi del mondo. Questo il risultato di uno studio condotto dalle università di Stanford e Berkeley, e pubblicato su Nature.

In parole povere se continueremo a questo ritmo, entro la fine del secolo il reddito medio del pianeta scenderà del 23% rispetto a quanto non sarebbe avvenuto in un mondo senza cambiamento climatico.

La parte interessante di questo studio ha mostrato come mettendo a confronto i dati economici e le temperature di oltre 160 Paesi, tra il 1960 e il 2010, il picco della produttività delle attività dell’uomo coincide con una temperatura media annua di 13 gradi. Ma con un pianeta più caldo, sottolineano gli studiosi, i Paesi sono destinati a diventare meno produttivi.
Chi subirà più danni saranno l’Africa, l’Asia, il Sudamerica e il Medio Oriente, aree dove la media della colonnina di mercurio è già superiore alla temperatura ideale per l’economia.
Interessante notare che invece stati come Russia, Mongolia e Canada, avvicinandosi alla temperatura ottimale per la produttività economica, potrebbero invece trarre benefici dal riscaldamento.

I ricercatori hanno infine sottolineato come per evitare di arrivare a questa situazione bisognerebbe iniziarsi a preoccuparsi seriamente del cambiamento climatico e non solo a parole. Nel 2100 infatti, il costo del riscaldamento globale potrebbe fermarsi al 15% (e non più al 23%).

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